Lanciato sul web il “Manifesto per una Como Digitale”: «Non faremo marketing, faremo Laketing»

Il primo appuntamento di Laketing sarà un workshop dal titolo Laketing: Making the connection che si svolgerà alle 10:00 di sabato 18 novembre a Como, presso lo Spazio Parini. «Auspichiamo la presenza di molti comaschi, professionisti e non – spiegano i tre promotori del progetto – così come crediamo che la presenza di rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria sarebbe un segnale importantissimo per tutta la città». La partecipazione è gratuita previa registrazione a questo link.

«Abbiamo vissuto la rivoluzione digitale, l’abbiamo compresa, amata e ne abbiamo fatto la nostra scelta di vita»: comincia così il Manifesto con cui i tre advisors comaschi hanno lanciato Laketing, una community nata per contribuire al rilancio di quel Lake Como che definiscono «un brand, esattamente come Nike, Apple o McDonalds» e sul quale il territorio dovrebbe investire per «fare in modo che Lake Como diventi la nostra Apple e il Lago, Terragni e Volta diventino l’iMac, l’iPad e il MacBook. Ovvero che concretizzino le loro enormi potenzialità facendo business, diventando il pane dei nostri figli e dei nostri nipoti»

Ovviamente, un Manifesto del genere non poteva che essere lanciato attraverso il web con un sito (www.Laketing.com), pagina Facebook, profilo Twitter e due video: il primo con i tre promotori del progetto che enunciano il Manifesto percorrendo la Diga Foranea che porta a The Life Electric di Daniel Libeskind, e il secondo con una sorprendente e provocatoria carrellata di immagini provenienti dagli altri Lake Como nel mondo: «Non tutti sanno che negli Stati Uniti esistono ben 12 località che si chiamano Lake Como e in Australia una – spiega Alessandro Nardone – questo video condensa ore e ore di filmati presenti su Youtube. Da comasco non nego che fa un certo effetto vedere “le altre Como” che stanno dall’altra parte del mondo e, proprio in virtù di questo, aggiungo che fa specie constatare come un global brand come il nostro continui a essere infinitamente sottoutilizzato».

«Non mi sento migliore di altri – spiega Rosa Giuffrè – mi sento semplicemente comasca e trovo incredibile che la mia professionalità oggi, possa essere richiesta e spesa in tutto il territorio Italiano, ma non nella zona in cui abito. Nell’ultimo anno si sono rivolti a me alcuni piccoli negozianti e imprenditori comaschi, letteralmente truffati da pseudo professionisti che hanno promesso risultati irrealizzabili nel web. Chi li tutela? Da chi andare per capire se le proposte sono concrete e oneste? Questo per tutto il mercato digitale è un danno, perché dove c’è una fiducia mal riposta, c’è un budget buttato e non investito per le nostre imprese, per il nostro tessuto economico».

Sulla professionalità si sofferma anche Erik Senesi, secondo cui «capita spesso che aziende, associazioni e istituzioni si affidino a non professionisti del digitale, questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di dare vita a Laketing, per creare un marchio di qualità per le professioni del digitale. Inoltre vogliamo essere un valore aggiunto per il nostro Territorio tramite workshop, corsi e consulenze. Personalmente credo nel digitale perché dà l’opportunità di avere un nuovo cliente sempre a distanza di un click».

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